Calma!
Tolta l’ansia da volo, che più passano i giorni più si fa piccola piccola ( per quella ci penso in aeroporto ) mi rimangono ancora sul groppo problemi logistici. Avevo fatto due conti e lasciato da parte alcune cose pensando di risolverle negli ultimi 4 giorni prima della partenza, ma negli ultimi due è uscito un super lavoro, ieri sono rientrato alle 3.00 di notte passate, e stasera alla 1.30…non ho un cazzo di tempo e le cose si fanno problematiche.
1) Devo caricare la cartina della Scozia nel satellitare e il mio pc si rifiuta di leggere il cd che le contiene.
2) Ieri mi è nato il primo cocorito e non ho “pastone” in casa ( mangiare per cuccioli pennuti ), credevo ci fosse tempo e invece trac…decidono di nascere proprio nel giorno del compleanno di Silvia, nonché pochi giorni prima della partenza.
3) Devo rifare lo zaino, è già pieno ma sono rimaste fuori alcune cose: un paio di scarpe ( essenziali ), un felpone ( essenziale ), la busta con tutti i cavetti per la ricarica del telefono, macchina fotografica, satellitare ecc… ( essenziali direi ), più un sacco di cose che potrebbero non servire, ma anche no.
4) Non so se ci sto dentro con il peso. Intendo con i bagagli. Ho la soglia dei 20kg ma considerando che 4,7 sono già di tenda e l’unica bilancia di cui dispongo non è affidabile, rimarrò con il dubbio e il portafoglio in mano fino alla partenza.
5) Devo ancora lasciare due righe scritte per mia madre che si prenderà cura del mio cane. Lui ha delle abitudini e dei vizzi, soprattutto alimentari e non vorrei dover tornare alla base a metà della vacanza.
6) Devo fare ancora 3 lavatrici e domani lavoro, forse poco ma con il mio lavoro non si sa mai. Oggi per esempio sarei dovuto tornare prestissimo. Alle 24.00 ero ancora a Carate Brianza. Molto meglio di ieri, che alla stessa ora ero poco dopo Siena.
7) Mi sono segnato le cose che non posso assolutamente scordarmi a casa. Ho perso il foglio.
8) Non ho ancora cambiato gli euro in sterline e tutti continuano a dirmi di fare questa operazione in Italia, ma non in aeroporto. Dove cazzo lo trovo il tempo di andare in banca?
9) Ho la casa che fa schifo, non riesco a metterci mano, quando la sera rientro sono stanco e la mattina esco presto…spero in mamma. Ringrazio in anticipo.
10) Non ho comprato ancora tutto. Mi mancano poche cose ma quelle poche le devo prendere…
Insomma, sto indietro e se non scrivevo due righe stasera ( mentre aspetto che la seconda lavatrice finisca il suo corso, per poi stendere ) non le scrivevo più fino al nostro ritorno. Non vedo l’ora di sedermi sopra ad un prato in mezzo al nulla o di camminare tra le rovine di qualche abbazia o castello, oppure al tavolo di un pub mangiando porcherie e bevendo birra, o di scattare foto su al nord, magari a mezzanotte con la luce delle 5 del pomeriggio.
Ho già il mal di Scozia, eppure devo ancora partire e non sono ancora tornato.
Stop, ultimo post Italiano, la prossima volta che scriverò avrò ancora negli occhi tutte le cose che vedremo e chissà, magari due righe di numero le scriveremo proprio da li. Buone vacanze a tutti, ci leggiamo dopo il 30.

Sai che c'è?
Vedendo che l'avanzare dell'età, la malattia e la morte erano parte di tutte le vite umane, si chiese se ci fosse un modo per mantenere la felicità nonostante l'ineluttabilità di queste sofferenze. Nel corso di uno di questi viaggi fuori dal palazzo, Siddharta incontrò un monaco che aveva rinunciato a tutti i piaceri sessuali. La cosa lasciò un'impressione indelebile nel giovane.
All'età di ventinove anni, ripudiando la lussuriosa vita condotta, Siddharta scappò dal palazzo e cominciò una vita ascetica. Andò a lezione da cinque dei più conosciuti asceti del suo tempo. Sorpassò i suoi maestri con i loro stessi metodi: dato che le loro pratiche enfatizzavano la mortificazione del corpo, quando Siddharta si accorse di essere deperito a tal punto da rischiare la morte, realizzò che tali tecniche non lo avrebbero portato da nessuna parte, e che la mortificazione non era la strada da seguire per liberarsi dalle sofferenze. Optò così per la via di mezzo: nè privazione esagerata nè lussuria estrema.
I cinque saggi lo abbandonarono perchè pensavano che Siddharta avesse rinunciato alla sua vita scetica. Rimasto solo, Siddharta decise di sedersi sotto un albero di pippala per meditare. S'impose che non si sarebbe più mosso finchè non avesse trovato la verità della sofferenza e la strada per l'illuminazione.
Lottò tenacemente per liberare la sua mente dai pensieri ingannevoli e per non cedere alle tentazioni, e dopo un'intera notte trovo finalmente la risposta sulla questione della sofferenza. L'illuminazione arrivò all'età di trentacinque anni, e più avanti la gente si riferì a lui con l'appellativo di Buddha, "il risvegliato".
Non c'è crisi...
Domenica sera sono rientrato a casa con la voglia di scrivere due righe, ma ero così pieno di pensieri che alla fine me li sono tenuti stretti e non ho scritto più. Ci pensavo in macchina mentre si andava verso la stazione, ci pensavo sul binario 13, ci pensavo sul treno mentre ti sistemavo la valigia, ci pensavo mentre se ne andava. Per la prima volta invece di andarmene sono rimasto a guardare il treno fino a quando non lo vedevo più, anche se tu non mi vedevi io me ne stavo li a guardare le carrozze che sfilavano e la gente che si allontanava, fermo in piedi di spalle a tutti. Saranno state le cose che ci siamo detti prima della tua partenza, o tutto il fine settimana passato insieme che riemergeva lentamente, proprio come il lento uscire dei vagoni dalla stazione. Quando il binario si è svuotato siamo rimasti io e un altro ragazzo, si guardava nella stessa direzione, nessuno dei due faceva caso all’altro, guardavamo malinconici quel puntino che si allontanava e che non aveva neanche più una forma. Probabilmente in testa ci correvano gli stessi pensieri e anche la non voglia di andare era la stessa. È stato come condividere silenziosamente qualcosa ma nell’indifferenza più assoluta, eravamo in due in mezzo a tutto quel vuoto che si era creato. Quando mi sono girato per andarmene con ancora Te negli occhi ho incrociato per un attimo il suo sguardo, forse volevamo dirci qualcosa ma non ci siamo detti nulla, un mezzo sorriso, una mezza smorfia, nulla più. Lui si è messo gli occhiali da sole, io mi sono acceso una sigaretta e via, verso l’uscita quasi in sincrono. Era Bugo, il cantante. Arrivato a casa non ho toccato niente, come faccio tutte le volte. Ci cammino in mezzo alle tue cose, lascio il disordine, dormo nelle stesse lenzuola. Metabolizzo e aspetto.
Il giorno dopo è sempre strano, soprattutto oggi che se ci penso è passato un anno e mi sembra ieri. Dico oggi anche se è già il 5…pensavo di rientrare prima dal lavoro e scrivere quelle due righe che mi sono cullato per una giornata intera, c’ho pensato tanto oggi in giro per la Toscana, 17 ore di guida tra Pisa, Firenze, Arezzo e tutto ciò che gli sta intorno, e invece sono rientrato all’una passata, stanco fuori ma felice dentro perché in un anno possono cambiare tante cose ma quando non cambia niente, tutto procede bene e i sentimenti crescono giorno dopo giorno, allora è magia. Quella magia delle cose semplici che a raccontarle non le puoi spiegare, ma che a viverle è un sogno e io sto sognando, per la prima volta un sogno vero, uno di quelli che quando la mattina ti svegli continua e non finisce in un botto che inumidisce il muro come una bolla di sapone che sbatte. Io non ho mai passato un anno così, non ho mai ricevuto da nessuno le attenzioni che mi dai, non ho mai sentito una presenza così forte, non mi sono mai sentito parte della vita di qualcuno così come mi fai sentire parte della tua. Sei speciale, e non vedo l’ora di partire con te per dimostrartelo.


